L'ultima pagina di una scuola immaginata
Per anni questo blog è stato il luogo in cui ho provato a immaginare una scuola diversa.
Ho letto libri, incontrato insegnanti, educatori, ricercatori, scuole, esperienze italiane e straniere. Ho raccolto idee, metodi, strumenti, pratiche. Ho cercato di capire se esistesse una strada capace di rendere l’educazione più inclusiva, più calzante, più democratica.
Oggi, arrivato all’ultima pagina di questo percorso, potrei essere tentato di scrivere di aver finalmente trovato la risposta. La verità è che non è accaduto. E, col tempo, ho capito che forse è una buona notizia.
Perché non esiste una scuola valida per sempre. Cambiano i ragazzi, cambiano gli insegnanti, cambiano le comunità, cambia la società, cambiano perfino le domande che ci poniamo. Ogni metodo nasce dentro un tempo e, inevitabilmente, prima o poi ha bisogno di trasformarsi.
Forse aveva ragione Marcel Granet quando scriveva che «il metodo è la strada dopo che la si è percorsa». Prima viene il cammino, poi le parole per raccontarlo.
In questi anni ho scoperto teorie importanti, ma soprattutto ho incontrato persone. E sono loro il vero patrimonio che porto con me.
Desidero ringraziare tutti gli insegnanti, gli educatori, i ricercatori, gli amici e i lettori che hanno condiviso con me questo viaggio. Ognuno ha lasciato una domanda, un dubbio, un’intuizione. Tutti hanno contribuito a costruire questa scuola immaginata.
Ma, più di ogni altra cosa, voglio ringraziare i ragazzi incontrati lungo la strada. Senza di loro, nessuna teoria avrebbe avuto senso.
Per questo oggi sento che questo blog può concludersi serenamente. Non perché abbia smesso di credere nell’educazione, al contrario. Ho scoperto che l’educazione più autentica non abita soltanto nelle scuole, nei libri o nei metodi. Abita nelle persone, nelle comunità, nel camminare insieme, nelle domande che continuano ad accompagnarci anche quando non trovano una risposta definitiva.
Forse La scuola immaginata doveva restare immaginata. Perché ogni volta che incontriamo una persona siamo costretti a immaginare una scuola nuova.
Grazie a chi ha letto queste pagine. Grazie a chi ha camminato insieme a me. Io continuerò a imparare, non cercando il metodo perfetto ma continuando a percorrere la strada, insieme agli altri.
Saluti,
Luigi



